Copio incollo dalla mail che mi ha mandato Luca Carlucci (uno dei fondatori del blog Scandalo Italiano):
Riassunto: scandaloitaliano scrive al governo chiedendo, come atto di buona volontà e di trasparenza, l’accesso agli atti della P.A. relativi a progettazione e realizzazione di italia.it. Risponde un alto funzionario del DIT appellandosi a tutti gli impicci della legislazione vigente, anticipando un “no” ma rimandando la decisione alla pronunciazione di una certa Commissione per l’accesso agli atti della pubblica amministrazione.
Oggi scandaloitaliano ha ricevuto la risposta definitiva sulla scorta della pronunciazione della Commissione: la risposta è, appunto, “no” (leggetevi il Pdf allegato, di cui disponete liberamente – verrà cmq reso a breve disponibile urbi et orbi nache su scandit).





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Luglio 11, 2007 a 5:53 pm
alzataconpugno
Se la “commissione” non ritiene che Scandaloitaliano abbia il diritto di visionare i documenti che richiede, in quanto risulta essere una semplice associazione di persone non riconosciuta giuridicamente, accontentiamoli: con una quota minima di partecipazione dovrebbe essere possibile registrare Scandaloitaliano come associazione, definendone i fini con l’aiuto di un bravo notaio (ce ne saranno tra i sostenitori), penso che la suddetta Commissione avrebbe più problemi a liquidare la situazione.