Anche se con enorme e colpevole ritardo, la mia attenzione in questi giorni è rovlta a questa iniziativa di Greenpeace Italia. Un vero e proprio esperimento di ‘ecologia’ virale, un portale informativo che ricalca fedelmente la struttura del sito della Apple di Steve Jobs, e che vuole porre l’accento sul problema delle sostanze chimiche presenti nei prodotti della grande ‘Mela’. Non che la multinazionale di cui sopra sia l’unica a macchiarsi di negligenza in tema ambientale, ma è da rilevare la pronta risposta che il gran capo in persona ha voluto pubblicare in questa pagina, ‘promettendo’ una maggior attenzione da parte dell’azienda sul problema dello smaltimento dei prodotti usati e sulle sostanze chimiche presenti in alcuni di essi. Del resto le sue parole ‘Now I’d like to tell you what we are doing to remove toxic chemicals from our new products, and to more aggressively recycle our old products…’ sono alquanto esplicite. E pensare che tutto è cominciato con alcune proteste pacifiche e divertenti che gli attivisti di Greenpeace hanno messo in pratica in giro per il mondo, da Roma a San Francisco
Quello che colpisce davvero di questo fenomeno è la totale non aggressività che i membri dell’associazione ambientalista più popolare al mondo hanno messo in pratica. Del resto sulla home page della loro iniziativa campeggia la scritta ‘Noi amiamo la Apple. Apple ne sa più di chiunque altro sul concetto di design “pulito”, giusto? Quindi perché i Mac, gli iPod, i MacBook e gli altri prodotti contengono sostanze nocive che altre aziende non usano più? (..) ‘, e questo è un caso importante di ‘fidelizzazione’ con gli appassionati dei prodotti Apple, che non chiedono altro che la loro produttrice di hardware preferita faccia più attenzione ai temi ambientali e migliori quindi il suo comportamento anche come forma di rispetto verso i consumatori stessi. Che altro dire?
Speriamo che le promesse non rimangano tali….





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