Quest’estate mi trovavo in villeggiatura in un piccolo paesino abbruzzese, Campo di Giove(Aq), posto carino, a misura d’uomo, aria fresca e stile di vita sano.

Ebbene un bel giorno di sole, verso ora di pranzo mi è capitato di sedermi sulle scale in piazzetta  per fare due chiacchere con un amico romano, in attesa che ci venisse abbastanza fame da farci tornare a casa. Mi giro a sinistra e mi trovo davanti un tizio ‘alternativo’ nei modi e nel vestire, quasi subito lo metto a fuoco e comincio a pensare ‘ndo l’ho visto questo?’. Presto detto, trattavasi di Andrea Satta (il secondo da destra nella foto), voce dei Têtes de Bois, una band musicale romana che ha fatto dell’impegno e delle denuncia sociale due temi cardine della sua produzione e attività artistica. 

Quello che mi ha davvero colpito è stato il fatto che il Satta fosse l’incarnazione vivente di uno stile di vita perfettamente coerente con quello che è il loro modo di fare e concepire la musica. Seduto sulle scale di una piazzetta qualsiasi, in un paesino qualsiasi senza che nessuno gli rompa le palle per avere un autografo, a mangiare focaccia e prosciutto con quelli che probabilmente erano suo figlio e la sua compagna. Naturalmente non mi sono neanche sognato di avvicinarmi per scambiare due chiacchere e magari fargli i complimenti per il duetto fatto con Paolo Rossi per la canzone ‘In Italia si sta male…’, di RIno Gaeatano a Sanremo 2007.  E’ stato comunque incoraggiante prendere coscienza che ancora oggi, a differenza di quanto accadeva negli anni 70 dove era di moda, ci siano persone che vivano così la propria vita, senza adagiarsi su un ipotetico successo che magari la televisione ti può dare (ma anche togliere nel giro di un secondo…). Se messo a confronto con tanti artisti nostrani che si definiscono ‘cantautori’ dai temi forti, e poi magari pretendono suite lussuose durante i loro tour e mezzi di trasporto privati, credo che Andrea Satta meriti ancor più rispetto e considerazione di quanto già la sua musica gli faccia avere. Tra l’altro i Têtes de Bois hanno, tra le altre cose, partecipato a ‘Ciclomundi’, primo festival nazionale del viaggio in bicicletta, nel Settembre 2007, il modo migliore, secondo me, per invogliare le persone all’utilizzo di mezzi di trasporto non inquinanti (pioggia e vento permettendo, of course…)

Che dire? Questo mio incontro / non incontro con Andrea Sarra resterà un bel ricordo dell’estate 2008, chissà che non  capitino dalle mie parti presto o tardi che sia, nel frattempo…la storia de ‘Lu furastiero‘.