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Anche se con enorme e colpevole ritardo, la mia attenzione in questi giorni è rovlta a questa iniziativa di Greenpeace Italia. Un vero e proprio esperimento di ‘ecologia’ virale, un portale informativo che ricalca fedelmente la struttura del sito della Apple di Steve Jobs, e che vuole porre l’accento sul problema delle sostanze chimiche presenti nei prodotti della grande ‘Mela’. Non che la multinazionale di cui sopra sia l’unica a macchiarsi di negligenza in tema ambientale, ma è da rilevare la pronta risposta che il gran capo in persona ha voluto pubblicare in questa pagina, ‘promettendo’ una maggior attenzione da parte dell’azienda sul problema dello smaltimento dei prodotti usati e sulle sostanze chimiche presenti in alcuni di essi. Del resto le sue parole ‘Now I’d like to tell you what we are doing to remove toxic chemicals from our new products, and to more aggressively recycle our old products…’ sono alquanto esplicite. E pensare che tutto è cominciato con alcune proteste pacifiche e divertenti che gli attivisti di Greenpeace hanno messo in pratica in giro per il mondo, da Roma a San Francisco
I Nunatak sono un gruppo di simpatici e giovani ricercatori della base britannica Rothera che studiano i cambiamenti del clima e l’evoluzione biologica della Penisola Antartica. Si sono recentemente esibiti al Live Earth il 7 Luglio, e devo ammettere che questa cosa mi ha colpito molto. Più delle movenze di Shakira, o della verve ritrovata dei Genesis (massimo rispetto a loro, sia chiaro!), o del rock fresco dei Bloc Party, vedere questi quattro ragazzi inbacuccati a modino suonare in mezzi ai pinguini è l’immagine che mi resterà del concertone e soprattutto della giornata che Al Gore ha voluto dedicare all’emergenza climatica.
Dal Corsera di oggi:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/04_Aprile/24/ddl_reati_ambiente.shtml
Era ora che il governo si decidesse ad usare il pungo duro contro le ecomafie e i ‘criminali ambientali’.
Un grazie alla mia amica Delia:
“Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male
respirare le polveri sottili e vedere persone a cui vuole bene morire
di cancro intorno a sé per il benessere delle multinazionali
petrolifere e ha chiesto alla commissione europea (dipartimento
dell’ambiente) di creare una legge che obblighi i padroni del petrolio
ad installare accanto ad ogni
distributore di benzina almeno un distributore ad idrogeno e di
incominciare a produrlo utilizzando energie rinnovabili.
In parole povere questa legge favorirà l’introduzione sul mercato
delle automobili ad idrogeno a ***ZERO INQUINAMENTO*** e ad alte
prestazioni!!!
Finalmente potremo respirare a pieni polmoni e anche i figli dei nostri figli!
L’auto del futuro esiste già ed in vari modelli!
Bastano 800.000 firme per far abbassare la testa ai padroni del petrolio.
Firmate la petizione per voi, i vostri amici e parenti!
Cogliamo questa opportunità e facciamone un’arma, anche per altre
piccole battaglie!”
PER FIRMARE LA PETIZIONE, CLICCATE SUL LINK QUI SOTTO:
http://www.petitiononline.com/idrogeno/petition-sign.html





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